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Decarbonizzazione dell’energia, il G7 si “scansa” ancora

Sulla decarbonizzazione dell’energia dobbiamo registrare l’ennesimo buco nell’acqua. Lo scorso venerdì, al termine del G7 di Berlino, è stato firmato un accordo all’apparenza molto incoraggiante in cui, tuttavia, manca una scadenza entro cui realizzare gli obbiettivi fissati.

Il G7 riunisce i rappresentanti delle economie più forti del pianeta e una risoluzione concretamente ecologista, con una visione a lungo termine, avrebbe potuto essere una svolta per la transizione ecologica.

Nell’accordo raggiunto dai ministri dei sette Paesi troviamo l’obbiettivo di fermare i finanziamenti ai combustibili fossili dirottando circa 33 miliardi di dollari annui verso fonti di energia rinnovabile. Purtroppo, però, a mancare è un dato fondamentale, ovvero il termine entro cui i Paesi si impegnano a decarbonizzare i loro investimenti all’estero. Un dettaglio non trascurabile che, in sostanza, solleva i Paesi da una presa di responsabilità reale e ben definita. Se non esiste un termine fissato dall’accordo allora il processo di decarbonizzazione dei finanziamenti può, teoricamente, durare in eterno.

La stessa obiezione può essere posta agli interventi decisi sul tema del carbone. L’impegno che ci si aspettava dalle maggiori economie mondiale era quello dell’abbandono graduale (phase-out), ma rapido, del carbone nella produzione di elettricità. Inizialmente, il vertice sembrava aver prodotto un accordo concreto e realmente vincolante. Nella prima bozza del documento, infatti, il vertice aveva fissato il phase-out il 2030 ma nella bozza finale non compare più alcuna data.

L’unico impegno corredato di data ad essersi salvato è quello riguardante la decarbonizzazione del mix elettrico. I ministri del G7 si sono impegnati a realizzare “un settore elettrico prevalentemente decarbonizzato entro il 2035”. Appare subito lampante, che con l’aggiunta di un singolo avverbio, i ministri abbiano reso indeterminata e interpretabile anche questa promessa.

Decarbonizzazione dell’energia: un’altra occasione persa

Il mondo industrializzato, quella parte del Pianeta in larga parte responsabile dell’inquinamento e del riscaldamento globale, ha perso l’ennesima occasione per prendere una decisione storica. L’abbandono dei combustibili fossili e in particolare del carbone, il più inquinante, è stato rimandato ancora una volta. Eppure non si tratta di un tema marginale: il riscaldamento globale è il tema del secolo, la minaccia numero uno che l’umanità si trova ad affrontare.

Le manifestazioni dello sconvolgimento climatico sono già visibili, come la crescita dei fenomeni climatici estremi (inondazioni, siccità). Ne avremo un assaggio nei prossimi giorni con l’incombente ondata di calore senza precedenti in arrivo sulla nostra Penisola.

È giunto il momento di pretendere dai nostri rappresentanti in Parlamento azioni concrete e drastiche, prima che sia troppo tardi e la decarbonizzazione dell’energia deve essere uno dei primi punti in agenda. Dobbiamo pretendere un sistema energetico a impatto zero.

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