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Il Pnrr italiano delude su ambiente e sostenibilità

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) italiano, trasmesso qualche giorno fa dal Governo al Parlamento, stanzia per la cosiddetta “rivoluzione verde e transizione ecologica” appena 69,96 miliardi di euro dei 235,14 totali.

59,33 di questi miliardi provengono dal Recovery Fund, 1,3 da React Eu e 9,32 miliardi del fondo governativo che integra i fondi europei.

Il punto più deludente, però, è quello della distribuzione di tali risorse: i cambiamenti introdotti appaiono ancora insufficienti a prefigurare una rivoluzione ecologica e di sostenibilità.

Vediamo nel dettaglio gli stanziamenti, settore per settore.

Il Pnrr su mobilità sostenibile ed energia

Alla mobilità sostenibile, fondamentale per la transizione ecologica, il Pnrr assegna 8,58 miliardi. Sono tante le opere da realizzare nel nostro Paese ma, se andiamo a vedere più in dettaglio gli obbiettivi, troviamo:

  • 570 km di piste ciclabili urbane
  • 1.250 km di piste ciclabili turistiche
  • 11 km di nuove linee metro
  • 120km di filovie
  • 15km di funivie

Lo scopo è quello di dirottare il (appena) 10% del traffico dai mezzi privati al trasporto pubblico.

Inoltre, è prevista l’installazione di 7.500 punti di ricarica rapida per veicoli elettrici in autostrada e altri 13.755 punti in centri urbani.

Nel settore dell’energia, invece, gli stanziamenti sono suddivisi così:

  • idrogeno: 3,19 miliardi di euro
  • energie rinnovabili: 5,90 miliardi
  • infrastrutture di rete: 4,11 miliardi

Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

Al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riqualificazione degli edifici sono stati assegnati 22,36 miliardi di euro (15,22 da risorse europee).

La maggior parte di questi fondi serviranno per prolungare l’Ecobonus e il sismabonus al 110% fino al 2023, per gli interventi su case popolari, e fino alla fine del 2022 per i condomini.

Gli scopi degli stanziamenti in questo ambito sono due:

  • diminuire l’impatto energetico e ambientale degli immobili e adeguarli agli standard antisismici
  • dare nuovo impulso alla crescita economica sostenendo il settore edilizio

Si prevede che potranno essere circa 50 mila all’anno gli edifici ristrutturati, che equivarrebbero a una superficie di 20 miliardi di metri quadri, con un risparmio di circa 0,93 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

I restanti fondi andranno a sostenere gli incentivi per il teleriscaldamento e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici. Primi tra tutti ne beneficeranno le scuole e gli edifici giudiziari.

Tutela del territorio e della risorsa idrica

Il Pnrr sull’ambiente, alla tutela del territorio e della risorsa idrica assegna 15,37 miliardi di euro. Questi fondi, a differenza di quelli stanziati per l’efficienza energetica degli immobili, sono quasi totalmente di provenienza europea (15,06 miliardi di euro).

Particolare attenzione, in questo caso, è stata posta sul contrasto al dissesto idrogeologico, un grave problema che in Italia è stato spesso ignorato con conseguenze disastrose. Si tratta di 8,49 miliardi che saranno assegnati ai singoli comuni che dovranno provvedere alla messa in sicurezza del territorio.

4,38 miliardi, invece, dovranno servire a migliorare la gestione delle risorse idriche, altro annoso problema del nostro Paese. L’obbiettivo è risparmiare acqua, innanzitutto riducendo le perdite dalla rete idrica del 15% grazie al rinnovo delle tubazioni e alla digitalizzazione della gestione delle stesse.

Agricoltura sostenibile ed economia circolare

Infine, riportiamo l’entità degli stanziamenti per la componente dell’economia circolare e dell’agricoltura sostenibile. Si tratta di 6,97 miliardi di euro, dei quali 5,27 dalla Commissione Europea.

Per quanto riguarda la gestione sostenibile dei rifiuti, è previsto un investimento di 1,5 miliardi per la costruzione di nuovi impianti all’avanguardia. Al Centro-Sud, il territorio più in difficoltà in questo settore, saranno destinati il 60% degli interventi.

L’obiettivo degli stanziamenti è raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2035 e appare molto poco ambizioso alla luce dell’urgenza di un cambiamento nel settore dei rifiuti.

Nell’agricoltura, invece, sono previsti investimenti per 2,80 miliardi di euro per:

  • la creazione di un parco agri-solare. I pannelli solari saranno fondamentali per ridurre gli elevati costi energetici dell’agricoltura, e contribuiranno alla sostituzione delle coperture realizzate in eternit che sono ancora molto presenti nel settore agricolo
  • rinnovare i macchinari agricoli e incentivare la digitalizzazione anche nell’agricoltura, allo scopo di diminuire l’impiego dei pesticidi del 25-40%.

Pnrr: La strada è ancora lunga

L’intervento sull’ambiente del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un importante passo in avanti, ma per realizzare un rivoluzione ecologica che tocchi tutti gli ambiti del sistema, è ancora insufficiente.

Pensiamo, ad esempio , agli stanziamenti sulla mobilità sostenibile con quegli 11 km di metropolitana previsti: questo è il simbolo di un piano troppo limitato e poco incisivo.

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